Lo sfruttamento dell'Amazzonia
Molti biologi dubitano che lAmazzonia possa supportare
unagricoltura in larga scala: il lussureggiare della foresta e ingannevole. A
parte la terra vulcanica e i terreni alluvionali che possono tollerare una crescita
continua, lo strato superficiale del terreno della giungla e sottile e non fertile;
la maggior parte e acido e contiene insufficiente calcio, fosporo e potassio per i
raccolti.
I tagli e incendi in piccola scala, una tecnica tradizionale di cultura adottata dagli
Indios nomadi, sembra sia il metodo piu' adatto e senza compromessi ecologici per dare
supporto a piccole popolazioni su tali terreni. Gli Indios usavano abbattere gli alberi in
un sito di 4 o 5 ettari e poi bruciavano il materiale rimanente. La cenere risultante dava
le sostanze nutritive per alcuni anni di raccolti: zucche, mais, manioca, plantani (una
varieta della banana) e fagioli. Dopo alcune stagioni, comunque, i nutrienti si
erano esauriti e gli Indios erano costretti a muoversi. I depauperamenti erano comunque
piccoli e la terra veniva lasciata incolta per un tempo sufficiente affiche la
giungla potesse ripristinarsi.
Al contrario, le moderne tecniche agricole utilizzano grandi appezzamenti di terreni,
diretti alla produzine di proteine animali piuttosto che vegetali e non danno alla giungla
la possibilita di recuprare i terreni depauperati. Oggigiorno i latifondi sgombrano
enormi aree di terra - alcuni ranch per allevare bestiame sono piu grandi di nazioni
europee. Queste terre non sono mai lasciate incolte, cosiche i nutrienti contenuti
nella biomassa della foresta e il sottile strato fertile superficiale sono perduti. |