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IL CONTESTO


 

 

Progetto RECA

Tratto da "Brazil" guida della Lonely Planet, Ed.1996
Lo sfruttamento dell'Amazzonia

Molti biologi dubitano che l’Amazzonia possa supportare un’agricoltura in larga scala: il lussureggiare della foresta e’ ingannevole. A parte la terra vulcanica e i terreni alluvionali che possono tollerare una crescita continua, lo strato superficiale del terreno della giungla e’ sottile e non fertile; la maggior parte e’ acido e contiene insufficiente calcio, fosporo e potassio per i raccolti.

I tagli e incendi in piccola scala, una tecnica tradizionale di cultura adottata dagli Indios nomadi, sembra sia il metodo piu' adatto e senza compromessi ecologici per dare supporto a piccole popolazioni su tali terreni. Gli Indios usavano abbattere gli alberi in un sito di 4 o 5 ettari e poi bruciavano il materiale rimanente. La cenere risultante dava le sostanze nutritive per alcuni anni di raccolti: zucche, mais, manioca, plantani (una varieta’ della banana) e fagioli. Dopo alcune stagioni, comunque, i nutrienti si erano esauriti e gli Indios erano costretti a muoversi. I depauperamenti erano comunque piccoli e la terra veniva lasciata incolta per un tempo sufficiente affiche’ la giungla potesse ripristinarsi.

Al contrario, le moderne tecniche agricole utilizzano grandi appezzamenti di terreni, diretti alla produzine di proteine animali piuttosto che vegetali e non danno alla giungla la possibilita’ di recuprare i terreni depauperati. Oggigiorno i latifondi sgombrano enormi aree di terra - alcuni ranch per allevare bestiame sono piu’ grandi di nazioni europee. Queste terre non sono mai lasciate incolte, cosiche’ i nutrienti contenuti nella biomassa della foresta e il sottile strato fertile superficiale sono perduti.


Area deforestata Il disboscamento


La Rondônia e' uno degli stati in cui la deforestazione sta avanzando. In Acre pare che ancora il 95% sia foresta primaria (cioe' vergine).

In entrambi gli stati, comunque, si osserva un forte aumento dell'interesse ambientale su diversi temi, dallo sviluppo sostenibile, allo sfruttamento della foresta senza distruzione, alla ricerca di nuove tecniche agricole... tutto cio' per ovviare ai problemi legati al disboscamento ed al depauperamento del terreno.

Foresta verticaleLa coltivazione della foresta

Nel 1970 agricoltori provenienti da varie parti del Brasile si installarono in queste terre "grazie" al piano di integrazione nazionale (PNI), un ambizioso piano del governo brasiliano per domare l'Amazzonia.

La foresta fu suddivisa in appezzamenti che furono venduti, o regalati, agli agricoltori che ne facevano richiesta.
Gli agricoltori iniziarono a disboscare ed a coltivare su queste terre i prodotti che conoscevano, cioe' riso, cacao, mais, utilizzando i metodi che conoscevano.
Queste colture, pero', non sono adatte al tipo di terreno della foresta amazzonica: qui il terreno fertile si riduce ad uno strato superficiale molto sottile.


Scheletro di CastanhaQuindi questo metodo riusciva a garantire la produzione solo per pochi anni, dopodiche' gli agricoltori cambiavano appezzamento, lasciando quindi nel loro migrare terreni disboscati, impoveriti e talvolta ridotti a sabbia e quindi difficilmente riconvertibili a foresta.


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