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Progetto RECA
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| Tratto da "Brazil" guida della Lonely Planet, Ed.1996 |
Nacque nel 1944 al Seringal Cachoeira, in Acre, da una famiglia di
discendenti di raccoglitori di caucciu'. Fin da giovane si interesso' a far valere i
diritti alle loro terre degli estrattori di gomma. Nel 1970 il piano di integrazione
nazionale (PNI), un ambizioso piano del governo per domare l'Amazzonia , attrasse
costruttori, allevatori di bestiame, compagnie di legname e coloni in Acre. Nel 1975,
Chico Mendes organizzo' un sindacato di lavoratori rurali per difendersi dalle violente
intimidazioni e dalle occupazioni della terra praticati dai nuovi arrivati che stavano
distruggendo la foresta e quindi togliendo ai lavoratori rurali i loro mezzi di
sostentamento.
Mendes organizzo' numerosi gruppi di lavoratori rurali per formare blocchi umani non
violenti intorno alle aree di foresta minacciate dalla distruzione e presto attrasse la
collera dei costruttori, abituati a risolvere gli intoppi sia grazie a politicanti
corrotti sia assoldando pistoleri per eliminare gli ostacoli umani. Queste azioni di
contrasto salvarono effettivamente migliaia di ettari di foresta, dichiarati reservas
extrativistas dove lavoratori rurali poterono continuare a raccogliere e lavorare
il lattice di gomma e a raccogliere frutti , noci e fibre vegetali.
L'interesse internazionale si concentro' su Mendes come difensore della foresta, ma il suo
ruolo come leader lo fece anche diventare l'obiettivo degli oppositori frustrati ed
infuriati. Nei primi giorni di dicembre 1988, si attivo' per far divenire il suo paese
natale, il Serigal Cachoeira, una riserva estrattivista, sfidando il proprietario terriero
ed allevatore locale, Darly Alves da Silva, che reclamava la proprieta' della terra. Il 22
dicembre, Chico Mendes che aveva ricevuto diverse minacce di morte lascio' per pochi
istanti la sua guardia del corpo. Fu colpito a breve distanza nella veranda posteriore
della sua casa da colpi partiti dai cespugli e mori' subito dopo.
Per almeno due anni, ci furono diverse speculazioni sugli assassini; nonostante fossero
ben noti, furono considerati fuori dalla portata legale per le loro connessioni con
influenti proprietari terrieri e figure ufficiali corrotte della regione - un compromesso
comune nelle terre di frontiera del Brasile. Forti pressioni nazionali ed internazionali
riuscirono a far arrivare il caso in tribunale. Nel dicembre del 1990, Darly Alves da
Silva ricevette una condanna a 19 anni di prigione per essere stato il mandante
dell'omicidio; suo figlio, Darci, ricevette la stessa condanna per esserne stato
l'esecutore materiale.
I lavoratori rurali , l'opinione mondiale e il governo brasiliano, che necessitava di
mostrare ai brasiliani ed al resto del mondo un minimo di controllo sulla regione
amazzonica, ottennero ampia soddisfazione dal verdetto. Ma quando i media spostarono i
loro riflettori, gli omicidi continuarono. Dagli ultimi anni del '70, di centinaia di
omicidi di leaders sindacali e protestanti per i diritti della terra, l'unico che fu
investigato completamente e porto' ad una condanna fu quello di Chico Mendes.
La condanna a Darly Alves da Silva fu annullata nel febbraio del 1992 a Rio Branco dalla
corte d'appello statale. |
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